Il panico notturno rientra nell’area delle parasonnie, vale a dire di quei fenomeni del sonno chiamati anche risvegli parziali.

Questo significa che il cucciolo può sembrare sveglio, ma di fatto non lo è, ed è per questo motivo che non reagiscono in modo adeguato ai nostri interventi, rispettivamente non sono/svegliabili. 

Il fenomeno si verifica di solito nella prima metà della notte, dura da 10 a 30 minuti, la creatura sembra sofferente o pervasa da dolori/paure (nel medioevo li avrebbero messi al volo sul rogo perché sembrano posseduti), l’età tipica è dai 2 ai 4-6 anni, ma si vedono fenomeni simili anche da più piccini. 

Di solito, all’origine, c’è un problema di smaltimento degli input del giorno.

Il panico notturno è, dunque, una valvola di sfogo, nulla di più.

Più che intervenire di notte bisogna agire di giorno e sincerarsi del fatto che nel corso del tardo pomeriggio il cucciolo abbia sufficiente tempo per metabolizzare il vissuto (spesso una grande e bella emozione e non qualcosa di negativo o angosciante). 

Ah, quasi dimenticavo, l’epilessia non centra.