La pediatria rappresenta quella branca della medicina che si occupa della salute, sempre come definita dall’OMS, degli individui della popolazione pediatrica.

Appartengono a questa categoria tutte le creature dall’età del primo vagito fino a un’età di 16-18 anni a dipendenza dei casi.

Il pediatra incorpora il ruolo di pastore della salute con l’ambizione massima di vincere ogni sfida medica allo stadio della prevenzione e dell’anticipazione.

E se proprio dovesse verificarsi una malattia, che merita una terapia o un medicamento allora l’obiettivo diventa quello di una restitutio ad integrum. Detto ciò, è ovvio, che ogni pediatra ha imparato tutto su tutte le malattie tipiche per genere e per età, ed è per questo a proprio agio nel grande gioco della variabilità, presente nei quattro angoli della pediatria.

In pediatria non ci sono, infatti, malattie tipiche, ma solo malattie tipiche per l’età o il genere.

Un’altra specificità delle creature che percorrono l’età pediatrica è l’indomabile resilienza, che sono in grado di mettere in campo a fronte di eventuali avversità sanitarie.

Questa capacità di recupero è talmente potente, che spesso il pediatria diventa soprattutto il responsabile della qualità di vita durante il viaggio del diretto interessato con la rispettiva famiglia mentre la natura lo guarisce.

La propensione alla salute dei cuccioli è enorme e uno dei primi compiti del pediatra è togliere gli ostacoli alla sua realizzazione.

Certe volte servono dei medicamenti, ma anche questi vanno meritati. Ogni tipo di medicamento o terapia va meritato e nella maggior parte dei casi i genitori non vedono che sono loro a rappresentare la risorsa di salute principale.

La pediatria non rappresenta quindi la raccolta di un catalogo di malattie e di terapie, ma piuttosto un’enorme opportunità di salute, che si gioca tra fattori a rischio e fattori protettivi.

Per le famiglie che decidono di condividere il percorso con noi, ci sentiamo soprattutto dei compagni di viaggio.

I ciuccioli non sono i nostri pazienti, ma siamo piuttosto noi ad appartenere a loro.

Niente di più, niente di meno.